La storia e la memoria

    La città

    Nel 1952 Nuoro è una cittadina in rapida trasformazione e il suo volto sta cambiando radicalmente. Le ferite della seconda guerra mondiale non sono ancora rimarginate, nuovi edifici prendono il posto dei vecchi, nuovi quartieri si formano dove prima c’era la campagna, nuovi abitanti continuano ad arrivare dai paesi vicini consolidando quella caratteristica tutta nuorese di melting pot barbaricino. In quegli anni anche la socialità che si vive in città è del tutto particolare: professionisti e contadini, avvocati e pastori si frequentano negli iscopiles (bettole) senza dare importanza all’appartenenza di classe.

    Sono anni in cui è forte la voglia di vivere, di ricominciare, di inventare.

    Nuoro è già una capitale letteraria grazie al premio Nobel Grazia Deledda e ancora non è stato pubblicato Il giorno del giudizio, uno dei capisaldi della narrativa europea del ‘900.

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    Adios Nùgoro amada
    La musica

    Il capoluogo barbaricino ha una forte tradizione musicale alle spalle: sono documentate forme canore già dalla seconda metà dell’800, mentre un esempio illustre più recente è, negli anni ’30, il Corpo Musicale Filarmonico – che comprende anche una sezione canora di voci miste – del maestro Giuseppe Rachel (autore tra l’altro della musica di A diosa – Non potho reposare).

    “Ma il vero cenacolo del buon canto nella Nuoro del secondo dopoguerra furono le sacrestie, dove si impastava il canto sacro con le più originali vibrazioni e timbri della coralità sarda più antica”.

    Il riferimento (che possiamo apprezzare nel volume Coro di Nuoro e dintorni) è alla polifonia del canto a tenore.
    Se gli ambienti ecclesiastici avevano educato alla forma, il significato profondo di quanto sta per accadere è forse nel senso di perdita che aveva spinto alcuni giovani alla ricerca delle antiche melodie nuoresi, di cui in quel momento si avevano nozioni parziali e sporadiche.

    “Si aveva la sensazione che si stesse perdendo qualcosa di molto importante che le generazioni precedenti non avevano tramandato in maniera adeguata attraverso documenti scritti. Questa consapevolezza, unita ad una grande sensibilità per la musica, è stata un incentivo ad organizzarsi in coro”.
    (Antonello Mele)

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    Non mi giamedas Maria
    Le origini

    I primi luoghi di espressione di questa “comunità corale” sono le case private dei cantori e i già citati iscopiles che gravitano intorno al Corso Garibaldi. Sempre in Coro di Nuoro e dintorni si legge:

    “Le esperienze canore extra ecclesia, in sostanza, tendevano a verificare la conciliabilità del canto vocale più colto e gentile, con il canto profano più tradizionale”.

    La principale fonte di ispirazione musicale è il canto a tenore, senza però dimenticare i canti a chitarra, quelli delle confraternite (sas crofarias), i canti femminili a sa labadoria e quelli funebri (attitos).

    È così che in quel 1952, in un ambiente ricco di stimoli, alcuni giovani sui vent’anni, coordinati da Mario Ganga, cominciano a cantare insieme, dando vita al primo coro di ispirazione popolare in Sardegna, il primo coro a quattro voci maschili di quella scuola che non a caso, in seguito, verrà definita nuorese.

    Nasce così il Coro di Nuoro, che già nel 1953 vince il primo premio alla Cavalcata Sarda a Sassari. La figura di Mario Ganga è fondamentale: con la sua capacità organizzativa, la sua sensibilità e la sua lungimiranza individua e fa incontrare giovani musicisti e cantori. Ganga individua in Banneddu Ruju la figura ideale per dirigere la formazione. Il direttore lavora alle prime armonizzazioni di canti profani nuoresi costruendo un primo repertorio, ma la sua esperienza sarebbe stata breve e già l’anno successivo le strade fra il gruppo e il suo maestro si separano.

    Tra il ’54 e il ’55 avviene uno degli episodi più importanti della storia del sodalizio: la partecipazione alla trasmissione televisiva e radiofonica Il campanile d’oro, un concorso musicale fra regioni, nel quale la Sardegna è rappresentata anche dal Coro di Aggius, dai fratelli Medas e da un quartetto nuorese composto da armonica, trunfa, foglia dell’edera e chitarra.
    Per il Coro, coordinato in quella circostanza da Umberto Pintori, è un successo.

    A quel successo segue un periodo altalenante, dovuto agli impegni di studio e lavoro di numerosi componenti.
    Sono anni in cui è vitale, per la prosecuzione delle attività, l’apporto di Romano Ruju – celebre poeta, romanziere e drammaturgo – che contribuisce con la sua personalità e il suo carisma al primo cambiamento generazionale nella storia del gruppo.
    Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60, dunque, arrivano nuove leve, e, grazie allo stimolo di un poco più che ventenne Peppanzelu Deiana, valente cantadore, il Coro inizia a dedicarsi anche al canto a tenore individuando al suo interno una formazione in grado di interpretare le melodie e le sonorità di questa antichissima tradizione.

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    Tzia Tatana Faragone
    L’impronta e l’eredità

    Nel 1963, la direzione viene affidata a Gian Paolo Mele e da quel momento si entra in una fase che dura tutt’oggi: un periodo di ricerca ed elaborazione che dà forma a un’impostazione musicale basata sugli stilemi e le sonorità della tradizione sarda. Queste scelte portano Gian Paolo Mele a essere insignito, per primo, del titolo di Maestro del Folclore nel 1981 e, in seguito, nel 2016, di quello di Padre del Folklore.
    Quelli che seguono il ’63 sono anni di concerti, viaggi e produzioni discografiche.

    Negli anni ’60 numerosi coristi partecipavano e, anzi, animavano le attività del gruppo di ballo tradizionale dell’ente dopolavoristico ENAL. A partire da questo felice intreccio, nel 1970, scaturisce il gruppo di ballo del Coro di Nuoro che da quel momento, per anni, dividerà, insieme al coro e al tenore, le piazze e i palcoscenici di tutto il mondo.

    In questo suo lungo percorso il Coro si è esibito nei più prestigiosi appuntamenti di cultura e musica popolare: Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Olanda, Germania (Est e Ovest), Galles, Svezia, Egitto, Stati Uniti e Canada sono i paesi toccati in questo lungo cammino fatto di impegno, amicizia, divertimento, e passione.

    Nel febbraio del 2018 Gian Paolo Mele viene a mancare. Dopo 55 anni di direzione la sua impronta inconfondibile è conservata come una preziosa eredità: suo figlio Francesco (il nuovo direttore) e i coristi insieme a lui si sono assunti il compito di custodire gelosamente il suo amore per la musica sarda e il profondo rispetto per l’ispirazione popolare.

    Se ci chiedessimo qual è l’ingrediente segreto che da 70 anni unisce le persone che hanno fatto, fanno e faranno parte del Coro, la risposta può essere una e una sola: il legame indissolubile con la loro città e la loro terra.

    È questa relazione a tramutarsi in materia musicale. Composizioni, voci e sonorità diventano armonia esattamente come il mosto si trasforma in vino pregiato solo quando l’uva è coltivata su un terreno curato con amore.

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    Su castanzeri
    I coristi
    Direttore
    Francesco Mele
    Tenori primi

    Domenico Canu
    Pasquale Canu
    Gian Franco Manca
    Giuseppe Masala
    Francesco Mele
    Stefano Mele
    Andrea Viglino

    Tenori secondi

    Gavino Are
    Mario Carzedda
    Antonello Cosseddu
    Antonio Crasta
    Renzo Gallus
    Nevio Matta
    Antonello Mele
    Franco Nurra
    Sandro Pilo
    Gonario Porqueddu
    Matteo Seddone

    Baritoni

    Paolo Berria
    Pasquale Cadoni
    Salvatore Mameli
    Tore Massetti
    Giovanni Mele
    Pasquale Mereu
    Pietro Piras
    Mario Seddone
    Alessandro Zizi

    Bassi

    Gian Battista Cattina
    Antonio Mele
    Marcello Mele
    Severino Prina
    Franco Sanna
    Pietro Sanna
    Antonio Tola

    Coristi storici
    Primo fondatore e coordinatore
    Mario Ganga

    Antonello Asproni
    Badore Bardi
    Battore Belloi
    Giuseppe Cadeddu
    Mario Cadeddu
    Tonino Cadinu
    Salvatore Cadoni
    Francesco Cambosu
    Giovannantonio Canalis (fondatore)
    Cesare Carta (launeddas)
    Luciano Carroni
    Claudio Chessa (chitarra)
    Giuseppe Chessa
    Totore Chessa
    Matteo Chierroni
    Angelino Conti
    Piero Contini
    Giovanni Costa
    Totoni Cucca (fisarmonica)
    Peppanzelu Deiana (tenore e coro)
    Luigi Deledda
    Billy Delussu
    Francesco Delussu
    Pietro Delussu
    Graziano Delussu (fondatore)
    Mario Delussu (fondatore)
    Francesco Dore
    Bachisio Floris
    Carlo Forteleoni
    Paolo Forteleoni
    Graziano Frogheri
    Nannino Guiso
    Antonio Lai
    Antonio Manca
    Gianni Manca
    Marco Maulu
    Linuccio Mariolu
    Amanzio Marras (fondatore)
    Antonello Mele (fondatore)
    Domenico Mele
    Gian Paolo Mele (direttore 1963-2018)
    Raffaele Mele
    Francesco Melis (tenore)
    Antonello Mura (tenore)
    Francesco Mereu (tenore)
    Maurizio Mereu
    Pasquale Mura
    Salvatore Mura
    Fabrizio Mureddu
    Giovanni Murgia
    Efisio Melis
    Franco Nieddu
    Antioco Nurchis
    Mario Nurchis
    Pietro Patteri
    Giovanni Antonio Piga
    Salvatore Pinna
    Tonino Pintori (fondatore)
    Umberto Pintori (fondatore)
    Giovanni Pintus (trunfa e coro)
    Armando Pira (tenore e coro)
    Pietrino Pira
    Fabrizio Piras
    Giuliano Piredda
    Simone Prina
    Nanneddu Puddu (trunfa e tenore)
    Pietrino Raggio
    Romano Romagna (fondatore)
    Bobore Rubeddu (fondatore)
    Banneddu Ruiu (direttore 1952-53)
    Franco Ruiu
    Romano Ruju (fondatore)
    Antonio Sanna
    Omar Sanna
    Tonino Sanna
    Roberto Sechi
    Bobore Seddone
    Pasquale Seddone
    Antonello Serra
    Andrea Soddu
    Antonio Soddu
    Rino Soro (tenore)
    Girolamo Sotgiu
    Diego Tanchis (fondatore)
    Luciano Tanchis
    Claudio Ticca (fondatore)
    Mario Franco Ticca
    Tanino Ticca
    Marcello Tidore
    Giovanni Todde
    Paolo Verachi
    Umberto Verachi
    Giovannino Zizi

    Associazione Culturale Folkloristica
    Coro di Nuoro
    Vicolo Giusti 5, 08100 Nuoro NU
    corodinuoro@gmail.com

      Per inoltrare la richiesta è necessario prestare il consenso secondo l’informativa resa ai sensi del D. Lgs. 196/2003 e del Regolamento UE 679/2016.

      Presto il consenso a Coro di Nuoro per il trattamento e la raccolta dei dati di questo modulo allo scopo di essere ricontattato, secondo le modalità descritte nell’Informativa sulla Privacy.